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Faro X “Le cicatrici del passato” [INTERVISTA]

Per la nostra rubrica Generation dedicata agli artisti emergenti abbiamo intervistato FARO X, di fresca uscita con “Le cicatrici del passato”, ecco cosa ci ha raccontato:

– Ciao Ciro, benvenuto su Qube Music, nella nostra sezione/rubrica GENERATION dedicata alla musica emergente. Raccontaci qualcosa di te. Chi è Ciro Faro e come nasce l’artista Faro X?

Sono nato a Pompei a fine anni ’80 e mi sono trasferito a Verona nel 1990 (quando avevo un anno). A quattro anni inizio ad avere la passione per il canto, la mia prima performance è all’età di 8 anni in un villaggio turistico a Salerno (NA), poi per due anni (dal 2002 al 2003) frequento un corso di chitarra, e dal 2015 (per 5 anni) inizio a studiare privatamente canto da un insegnante facendo dei saggi di fine anno presso locali e piano-bar. Sono un ragazzo abbastanza timido, ma quando si tratta di cantare, nella musica mi “trasformo”, sono più sciolto, mi sento più a mio agio e riesco a trasmettere quello che ho dentro. In realtà il mio nome d’arte era “Il Faro”, nome con cui ho pubblicato alcune cover, poi ho visto che su Spotify c’era già un’artista con quel nome… l’ho cambiato ed è nato “Faro X”. Ho aggiunto la X perché sa di mistero ed essenzialmente mi reputo una persona “misteriosa”. (Ciro strizza l’occhio e sorride ndr.)

– E’ appena uscito in questi giorni il tuo singolo “Le cicatrici del passato”… vuoi parlarcene?

Il brano narra soprattutto della violenza morale che viene fatta verso i più “deboli”, con la speranza che chiunque abbia delle cicatrici dentro, possa trasformarle in medaglie grazie al proprio coraggio.

– Rimanendo in tema, nella canzone parli di “ferite” e “di squali”… Puoi approfondirci il significato di queste parole…? Chi sono gli “squali” di cui parli? E come possiamo difenderci e non farci ferire nella vita?

Ho paragonato le persone cattive agli squali, perché sono animali che attaccano le persone senza essere attaccati dalle stesse. Per difendersi dalla cattiveria bisogna rafforzare di più la propria autostima, amarsi tanto e ignorarle. Ovviamente, oggi la mia personalità si è rafforzata ma le cicatrici del passato me le sento ancora dentro.

– Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali? Che musica ascolti e a chi ti ispiri per realizzare la tua musica? 

I miei punti di riferimento sono: Tiziano Ferro, Gianluca Grignani, Michele Bravi, Biagio Antonacci… ascolto tendenzialmente musica pop, ma non mi ispiro a nessuno. Quello che sento, lo scrivo e desidero solo essere me stesso.

– Nato a Pompei, vivi a Verona. Trovi differenze di opportunità tra nord e sud? Ovvero un artistache volesse emergere ha – secondo te – stesse chance produttive, oppure rilevi differenze tra le due realtà? Come giudichi la scena musicale campana raffrontandola con quella veneta?

Le opportunità si trovano sia in Campania, regione che ha sfornato tanti artisti, che in Veneto. Se sei una persona che vale e arriva al cuore delle persone, pian piano riesci a farti ascoltare. Attraverso il canto vorrei arrivare al cuore della gente. Con questo brano mi piacerebbe che le persone non emarginassero i più deboli, perché non è così che si diventa forti.

Forse ci sono un po’ di differenze “caratteriali” tra nord e sud. Se fossi rimasto a Pompei, avrei avuto più possibilità di esibirmi nei locali, matrimoni, pub… perché le usanze sono diverse. Comunque, anche qui a Verona ho trovato persone disponibili ad aiutarmi nel mio progetto. A Napoli vanno di moda i cantanti neomelodici, che hanno una loro fetta di pubblico, e altri cantanti napoletani che fanno un altro genere di musica come gli Almamegretta, Enzo Avitabile, Peppe Servillo, che sono stati anche al festival di Sanremo, nella musica ce n’è per tutti i gusti. I giovani tendono a seguire di più i neomelodici, i rapper, i trapper… I miei gusti si avvicinano alla musica pop.

– Sognamo un po’! Potendo un domani duettare con un big della musica, con chi ti piacerebbe farlo? E perché proprio con lui o lei?

Mi piacerebbe duettare con Noemi! perchè è un ragazza che trasmette allegria! Magari avessi un’amica come lei! E’ solare, energica, piena di grinta, trasmette positività… mi è capitato di vederla duettare in tivù con altri artisti della musica italiana e ha quella capacità di metterti a tuo agio, una cosa che è fondamentale.

– Ciro, parlaci dei tuoi progetti futuri. Cosa bolle in pentola?

Di sicuro continuerò a studiare perché ho ancora tanto da imparare, poi vorrei scrivere nell’immediato qualche altra canzone per prepararmi al 2020…