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Intervistà ai Kalumè, in uscita con l’Ep “Uno, Nessuno, Kalumè”

Di fresca uscita con “Uno, Nessuno, Kalumè” abbiamo incontrato i KALUME’, band cantautorale che ci ricorda la migliore tradizione musicale italiana. Ascoltiamo cosa ci hanno detto:

– Ciao ragazzi, è uscito “Uno, Nessuno Kalumè” il vostro nuovo album… volete parlarcene?

L’EP “Uno, Nessuno, Kalumè” é la prima delle due parti di un concept Album, frutto di riflessioni randomiche riguardo scorci di vita comune e del rapporto tra il singolo e la società. Con questo album infatti vogliamo raccontare sotto un testo, all’apparenza chiaro e divertente,  il rapporto difficile tra individuo e pluralità e di quanto quest’ultimo sia controverso.

– Abbiamo ascoltato l’EP e notiamo una fusione di generi pop, rock, funk, jazz… tanti elementi che si fondono in un cantautorato d’autore che fa da collante. Come nasce questo mix? 

Intanto siamo contenti che sia arrivata la cosa e spero e crediamo sia uno dei punti di forza della nostra musica che nasce dalla fusione delle varie influenze artistiche e gusti di ognuno di noi che con gli anni abbiamo cercato di fondere e mixare al fine appunto di creare un “nostro genere musicale”, un nostro sound che si differenziasse dal classico jazz o dalla classica canzone pop.

– Ascoltandovi viene da ripensare a sonorità anni 80-90 di autori o meglio cantautori di livello, certamente una musica lontana dall’attuale stereotipo commerciale indie. Voi cosa ne pensate? E c’è qualcosa di quegli anni che vi ha ispirato?

Beh diciamo che i nostri gusti musicali un po’ risalgono a quelle annate, anche perché è la musica con la quale siamo cresciuti quindi sì direi che comunque un minimo di ispirazione, anche indiretta, dalla musica o dagli artisti emersi durante quegli anni la si può trovare nella nostra musica.

Per la lontananza dalla musica attuale commerciale-indie, è una cosa voluta per cercare di distanziarci, come detto prima, dalla solita canzone pop o indie… Forse un brano in tal senso avrebbe dato più “facilità” di commercializzazione alla nostra musica, ma è un rischio che abbiamo voluto correre per distaccarci appunto da quello che è l’attuale corrente musicale e per dare una nostra impronta univoca.

– Passiamo ad altro. C’è un elemento di denuncia sociale nella vostra musica? Qual è il senso profondo di “Uno, Nessuno, Kalumè?”

Con la nostra musica vogliamo dare risalto alla relazione tra il singolo e la massa e viceversa. Un fattore ormai intrinseco nella società odierna. Da qui il nome dell’Ep, che richiama la generalità dei generi, dove il valore del singolo è spesso annullato dalla volontà generale e dove talvolta il singolo ammalia e corrompe il pensiero comune.

– Progetti prossimi?… Cosa dobbiamo aspettarci a breve o a lunga distanza dai Kalumè…?

Progetti prossimi sicuramente la seconda parte di “Uno, Nessuno, Kalumé” che consisterà in altri 5 brani inediti che seguiranno il filone concettuale di questo primo album.

Nel breve termine invece usciranno durante l’estate 2 videoclip (il primo già ai primi di luglio) e poi concerti, concerti e concerti, abbiamo voglia di suonare, di divertirci e di farci sentire e spero arriveremo a più persone possibili con il nostro messaggio. Quindi seguiteci e restate connessi che siamo solo all’inizio…

Martina Lovati