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L’intervista agli Electrik Mantra, rock progressive d’autore con uno sguardo al futuro

Per BLASTERS abbiamo incontrato gli Electrik Mantra, band rock/progressive di alto livello in uscita con l’omonimo album ed il singolo ANOTHER BLUE JOURNEY. Un’opera caratterizzata da tre brani inediti più una cover di grande fattura, che vi invitiamo ad ascoltare con attenzione… magari su un supporto stereo high fidelity come accadeva un tempo. Sì, perché gli Electrik Mantra fuoriescono dagli stereotipi dell’attuale music business, per riportarci in universo musicale d’altri tempi, quando la musica era MUSICA VERA! Quindi da fruire con il volume a palla e gli giusti strumenti.

Una bella scoperta, insomma, questa band che con piacere si è raccontata sulle nostre pagine:

– Ciao ragazzi, come nasce questo nuovo progetto? E perché Electrik Mantra?

L’idea di questo progetto si era andata delineando progressivamente negli anni precedenti alla formazione della band, quando Mauro (il bassista) suonava con vari gruppi di diversa estrazione musicale. In questo arco temporale le idee musicali di Mauro si andavano delineando sempre più… diciamo che con la decisione del bassista di mettere su un “proprio” progetto musicale queste si sono potute sviluppare definitivamente anche grazie all’apporto di Franco il chitarrista, con cui si è instaurata subito una buona intesa sia a livello personale che musicale.
Electrik Mantra perché i nostri brani nascono come un mantra che risuona dentro di noi come se fossimo in stato di contemplazione, perché quando decidiamo di scrivere nuovi brani ci lasciamo guidare dall’istinto e dalle nostre sensazioni, ma il modo di esprimerle e “elettrificato”, ci avvaliamo della tecnologia per tradurre in musica il nostro mantra, rendendo così un concetto millenario moderno.

– Qual è il filo conduttore dell’intera opera?
Ciò che ha ispirato questo EP è stata la necessità di comunicare un’inquietudine profonda che nasce dalla preoccupazione riguardo quello che sarà il futuro dell’umanità. Ci guardiamo intorno e quello che vediamo non promette nulla di buono, anche perché tanta gente sembra essere schiava, bloccata in uno stato di torpore intellettivo, inconsapevole di quelle che sono le conseguenze delle proprie scelte di vita, a partire dal loro piccolo, sia nei confronti dei propri simili, che nei confronti di altri esseri viventi e dell’ambiente. Purtroppo alcuni valori come l’altruismo, l’empatia, la solidarietà, il rispetto, sono sempre più rari e non crediamo che questa sia la via giusta su cui improntare il nostro futuro. Quello che vogliamo denunciare è questa crisi culturale che ci sta conducendo all’autodistruzione. Per fortuna ultimamente sembra che qualcuno si stia cominciando a “svegliare”…

– Vi sono autori  ai quali vi ispirate?

Ovviamente la nostra musica risente del background di tutti e tre, dal Funk e il Rock Progressive degli anni ’70 per Mauro (dai Goblin ai Gong, dai The Meters ai Funkadelic fino a Lalo Schifrin e Quincy Jones) al Blues e al Rock psichedelico per Franco (dai Pink Floyd, Deep Purple a Stevie Ray Vaughan e Dire Straits), il tutto condito con  un pizzico di sano Hard Rock anni ’70 e Metal anni ’80 per quanto riguarda Marco alla batteria (dai Led Zeppelin, ai Black Sabbath e Metallica).

– Un Ep, tre brani più una cover, un lavoro strumentale di chiara taratura rock con spunti prog. Come riesce a conquistare spazio nell’attuale panorama musicale un prodotto così particolare e di nicchia?

Partiamo dal nostro concetto di base, che quello che vogliamo è cercare di creare emozioni e trasmettere sensazioni, poi non tutti siamo uguali quindi ci sarà sempre chi apprezzerà e chi no, quindi per noi non è tanto importante conquistarsi uno spazio quanto arrivare ad emozionare chi ci ascolta.

– Una piccola provocazione: Vi è in voi la paura di essere classificati come “anacronistici”, oppure la musica non ha tempo, né può seguire mode?
Noi pensiamo che l’arte non abbia né tempo né confini, semplicemente è una forma di espressione dell’animo umano, quindi c’è chi è più affine a un tipo di vibrazione e chi ad un’altra.

– Ascoltandovi, si ha la sensazione che questo Ep possa fare da sottofondo ad una pellicola. Potrebbe essere la perfetta colonna sonora di un film… Voi cosa ne pensate? E in caso a quale film potrebbe adattarsi per divenirne il filo conduttore?

Ben venga, magari una colonna sonora! Come un suono si adatta ad una immagine anche quest’ultima si può perfettamente adattare ad un suono. Ci piacerebbe ancora di più la possibilità che venisse creato un film ispirato dalla nostra musica. Scherzi a parte, ci viene in mente qualcosa di “Kubrickiano” con simbolismi che rimandano a immagini archetipiche… tipo “2001: Odissea nello spazio”… ovviamente abbiamo puntato mooolto in alto! 🙂 🙂

– Cosa dobbiamo aspettarci in futuro dagli Electrik Mantra?
Si spera Buona Musica che possa creare emozioni in chi ci ascolta e soprattutto in chi verrà a seguire i nostri live e, perché no, un album nell’immediato…